AT HOME Pole Dance

Pole Dance da autodidatta – si o no ?

Pole dance da autodidatta... si o no?
Chi segue la mia storia sui vari social sà che ho iniziato Pole dance fine 2014 a Gambettola con un’insegnate che mi ha fatto letteralmente innamorare di questa disciplina. Purtroppo la scuola di pole distava un po’ troppo da casa mia e dopo 3-4 mesi di su è giù, causa lavoro e vita privata, ho smesso di andare a lezione e mi sono comprata un bel palo tutto mio per allenarmi a casa.
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Da quando ho iniziato questa avventura sono passati due anni e mezzo e ora vi posso raccontare cosa vuole dire fare pole da autodidatta e quali sono le differenze con il frequentare una classe di pole dance.
Intanto vi dico che per me fare pole da sola significa ritagliarmi qualche ora ogni giorno, dove esisto solo io, nelle quali mi posso dedicare solo a me stessa, al mio corpo, sbattere il mondo fuori e imparare ad amarmi.
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Questo per quanto riguarda il lato puramente personale, ma per quanto riguarda l’allenamento?
Allenarsi da soli è, diciamolo, un grandissimo sbattimento, in primo luogo perché al principio di tutto bisogna capire come allenarsi, provare tutti i mix possibili per stabilire cosa ci serve, cosa ci fa bene, cosa no e quali sono i tempi del nostro corpo. E già questo è difficile.
In secondo luogo bisogna studiare, documentarsi su cosa fare e su come farlo, perché soprattutto al inizio, quando non si ha idea di quali siano le prese, di come allenarle, di come non farsi male, come incastrarsi, di come cadere e come non cadere, si perdono delle mezzore facendo sali scendi dal palo al pc per vedere quella tipa come cavolo è girata e “porca miseria visto da lei sembrava cosi facile.”
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Da questo punto di vista andare a lezione è senza alcun dubbio più (tra virgolette) semplice, perché arrivi in classe e qualcuno ha già studiato per te e tu devi “solo” sudare e faticare sulla figura prescelta. Non posso nascondervi però che gran parte della mia forza viene da tutti quei  su e giù che ho fatto dal palo.
Sicuramente frequentare una classe è molto più sicuro anche dal punto di vista dell’incolumità fisica vera e propria, perché ricevi delle insegnanti indicazioni adeguate e precise su come mettere le mani, piedi, gambe, spalle etc. e dove non, su cosa fare e cosa non fare per nessuna ragione al mondo e questo ti evita un gran numero di spiacevoli incidenti, come infiammazione di tendini, dita e costole rotte, strane contusioni, blocchi muscolari (provato tutto) e chi più ne ha più ne metta.
Ovvio che gli istruttori non sono esseri magici che evitano ogni caduta, livido e dolore, gli incidenti possono capitare anche a lezione, ma sicuramente con meno frequenza e più consapevolezza.
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A proposito di istruttori, chi si allena da solo lo sa, a casa l’unico e il solo che ferma le vostre cadute è il pavimento, non c’è la mano possente del istruttore che vi frena prima del crush test, al massimo potete puntare sull’aiuto di fidanzati, parenti e amici di passaggio, che in pena per voi tenteranno maldestramente di aiutarvi nell’impresa. Per esperienza, soprattutto i fidanzati, non avranno la più pallida idea di cosa fare e prima di procedere piene di speranze verso il fatidico trick sarà bene istruirli al meglio o non faranno altro che peggiorare la situazione. – il mio (che approfitto per ringraziare pubblicamente per tutte le volte che mi ha aiutata) alcune volte va talmente in palla che mi tiene la schiena anche nell’ inversione– le comiche.
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Allenarsi da soli alle volte vuole dire anche memorizzare un esercizio in maniera scorretta (l’indice in giù nel full bracket nel mio mondo non esiste proprio) o non avere proprio idea di alcune cose  (fino a settembre io mi allenavo solo da un lato… e chi me lo aveva mai detto che anche la mano sinistra voleva fare dei trick), un altro punto in più per chi va a lezione.
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Insomma per quanto sia più sicuro e forse anche più divertente frequentare una classe, non c’è un modo giusto o sbagliato di praticare pole dance, io sono sia un’autodidatta che un’insegnate, per cui both approved. L’importante è divertirsi e a migliorarsi. Il mio consiglio: provare entrambe le cose e fare quello che ci fa star bene.

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