MARTINA LIVERANI Pole Dance poledance

C’era una volta … io, da 0 a oggi nella pole dance!

Ormai lo sapete tutte che sono una pole dancer auto-didatta, che sono partita da zero, ma proprio zero. Quando ho iniziato pole dance ero qualche chilo in più (quasi 20),  non avevo mai messo piede in una palestra, tanto meno avevo fatto danza da piccola e non avevo la più pallida idea di cosa fosse un affondo. Ero una scatola vuota praticamente.

A prescindere dal fatto che appena ho toccato il palo, seppure fossi estremamente negata (quanto vorrei che le mie allieve mi avessero visto, perchè sono molto più brave di come ero io), mi sono sentita a casa. E’ stata una sensazione strana, finalmente io avevo un posto.

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Beh, illuminazione divina a parte, sono partita da zero guardando i tutorial di Julia Wahl su youtube, che all’epoca non si cagava nessuno, ma adesso è un’artista riconosciuta e una contorsionista spettacolare.

Vi giuro che provavo veramente cose a caso, non avevo la minima idea di cosa fosse troppo e cosa troppo poco per me. Ovviamente non sapevo, e nemmeno immaginavo, che ci fosse una progressione logica nella costruzione delle figure, tanto meno avevo il minimo controllo dei miei movimenti e del mio corpo. Io facevo cose, punto.

Poi la scoperta:  instagram. E li ragazzi girava roba forte, bisognava però cercare bene perchè nel 2015 instagram non lo usava praticamente nessuno, ma piano piano ho iniziato a capire dove e chi guardare.

Gira che ti rigira su sto social sconosciuto, che tutte le mie amiche snobbavano,  ho trovato le bacheche di due pole dancer impressionanti: Lorenza Perrone e Olga Koda.

All’inizio Olga Koda non mi piaceva per niente, non la capivo, pensavo “ma questa che fa?”, che ne sapevo io che la pole dance si fa anche con i tacchi.

Lorenza Perrone invece l’ho amata subito e mi ha cambiato il modo di fare pole dance. In primis perchè lei è veramente speciale e poi perchè io prima di seguire lei non avevo nemmeno mai aperto le viti dello spin.

Apro il palo, guardo un suo video (oltremodo lontano dalla mia portata chiaramente), “va beh dai, sembra facile!!” certo come no … giravo all’infinito senza praticamente fare niente in ostaggio della forza centrifuga, poi alla fine ci ho perso gusto.

La vera svolta, se così la possiamo chiamare, arriva con la scoperta di Imogen Gunter e Felix Cane, verso la fine del 2015. Perchè ve la faccio semplice, io non avevo mai, e dico proprio mai, fatto flessibilità, cioè nemmeno mi era mai venuto in mente. Poi a un certo punto vedo queste due, che tra l’altro sono fighissime,  che si aprono come delle cozze e capisco che mi mancava un sacco di roba per “saper fare pole dance”.

Ma vuoi che sia poi così difficile diventare flessibili ?!

Così metto alla prova la mia bravura, perchè dopo un anno che fai pole dance, diciamocelo dai, ti senti arrivata (poi io da sola per ovvie ragioni mi sentivo bravissima), provo per la prima volta a fare un Jade…  a parte che non avevo capito una mazza di come dovesse essere svolta la posizione, mi viene così.

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Allora recupero un tappetino e tutti i miei ricordi di mia mamma che fa yoga in salotto quando ero piccola, you tube alla mano e inizio a cercare di capire cosa dovessi fare per diventare con Imogen.

E prima di conoscermi abbastanza da riuscire ad allungarmi con un criterio mi rendo conto, quasi un anno dopo(2016 inoltrato), che le gambe, ormai si, erano accettabili, ma non avevo mai allungato la schiena.

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Nel 2017 incontro Imogen Gunter e Lorenza Perrone e realizzo che si, avevo scelto bene le mie pole dancer preferite, ma che io sono io, non loro, e che forse con il tempo e tutte queste cose da conoscere, imparare e capire avevo dato troppa importanza a quello che le pole dancer si aspettano dalle altre pole dancer e poca importanza a quello che io mi aspettavo da me.

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Oggi nel 2018 ho deciso che quello che la gente, pole dancer o non pole dancer,  si aspetta da me non è affare mio, che so perfettamente cosa mi aspetto da me stessa, dalla mia passione, dalla mia vita e che non ho alcuna intenzione di svendere le mie idee e la mia personalità.

Ho imparato anche che non tutti aspettano da se stessi quello che io mi aspetto da me, e che questo aspettarsi ognuno quello che gli va rende il mondo un posto strano di persone diverse e questa cosa mi piace talmente tanto che è, oltre alla pole dance, quello che voglio insegnare alle mie allieve. 

Qual’è la vostra storia ?

 

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