INSEGNARE POLE DANCE, quello che penso io

Tutti vogliono insegnare pole dance, infondo la pole dance vi piace, vi sentite molto portati e due soldi in più non fanno mai male.  

Ho pensato di scrivere qualcosa a riguardo, anche perché su Instagram mi scrivono spesso diverse ragazze/i che vogliono sapere come fare per intraprendere questo mestiere.  

Il profilo medio è sempre lo stesso, “faccio pole dance da uno o due anni, mi piace molto e mi piacerebbe insegnare”. Io non sono nessuno per spezzare i sogni altrui e giudicare persone che non conosco da punto personale e sportivo, ma due parole sulla mia esperienza voglio spenderle.  

Tenete presente che sono tutte mie considerazioni ed esperienze personali, che potete condividere o meno. 

Intanto essere bravi o bravissimi non basta per insegnare pole dance, ma di sicuro bisogna conoscere e saper fare molto bene quello che si insegna.  

Premesso che per me è molto difficile sentirmi all’altezza delle cose e ammiro moltissimo chi riesce a darsi il valore che merita, ma quando si ha a che fare con la salute delle persone è sempre meglio stare un passo indietro e avere una buona coscienza delle proprie capacità e possibilità.   

Vedo spesso un po’ troppa superficialità e alcuni professionisti e allenatori vendersi per quello che non sono, purtroppo chi ne paga le conseguenze sono gli allievi che vanno a lezione da loro.  

Secondo me il primo passo per essere un buon insegnante è vendersi per quello che si è realmente, mostrare quello che si è capaci di fare, dire sinceramente cosa si è capaci di insegnare e cosa no e lasciare alle persone la possibilità di scegliere qualcosa di reale.  

La sincerità e l’umiltà sono la base del rapporto tra insegnante e allievo. 

Non meno importante è conoscere la teoria di quello che si insegna, sapere perfettamente se è adatto al livello dell’allievo, conoscere tutte le tecniche per svolgere le varie figure e adattarle a chi si ha di fronte. Perchè non tutte le persone che ci troveremo davanti avranno le stesse capacità fisiche, la stessa età, gli stessi pregressi sportivi e la stessa motivazione.

Saper svolgere un esercizio è fondamentale per poterlo insegnare, ma non è sufficiente e viceversa, spiegare qualcosa senza averla mai provata non è di sicuro la strada giusta.  

Insomma un insegnate dovrebbe, innanzitutto saper fare molto bene quello che insegna, e  poi saperlo spiegare e adattare a seconda di chi si trova di fronte.  

Per poter essere istruttore di qualcosa, qualsiasi cosa, pole dance/flessibilità/yoga/stretching inclusi, in Italia basta un corso di due giorni con tizio o caio ed eccoti che sei un trainer di qualcosa.

Tutti possono farlo, ma tra avere appreso due nozioni random corredate da un foglietto certificativo e sapere cosa si sta facendo ne passa di acqua sotto i ponti.  

Purtroppo spesso gli istruttori, non tutti per fortuna, si muniscono del loro bel pezzo di carta e iniziano ad insegnare una disciplina che non conoscono. Io non lo vorrei un allenatore così. 

Non sto dicendo che un istruttore debba sapere tutto, anzi c’è sempre tanto da imparare (parlo per me almeno), ma dovrebbe avere una buona conoscenza della materia prima di sperimentarla sui suoi allievi, continuando sempre e comunque a migliorarsi a livello atletico e teorico.

Lo studio è alla base se si vuole lavorare in questo settore, perché quello che sappiamo oggi non basta e probabilmente nemmeno quello che sapremo domani, soprattutto perché abbiamo in mano il corpo e la salute di altre persone. 

So che il tutto sembra molto ovvio e banale, ma non sempre lo è. Sopratutto all’inizio quando si ha tanta carica e voglia di fare. La stessa carica e voglia di fare che quasi sempre hanno le persone che vogliono iniziare questo sport e tante volte prese dalla foga di iniziare non perdono nemmeno un minuto per documentarsi su loro nuovo allenatore fidandosi ciecamente del fatto che si sia appellato con il nome di istruttore.

Una cosa che dico sempre ai miei allievi è fidatevi di me, ma non fidatevi. Non vi fermate a quello che vi dico, fate lezione anche da altri insegnanti, cercate risposte da altre fonti, perchè solo così vi potrete fidare del fatto che quello che vi spiego e dico è giusto. Solo così potrete capire se quello che io so fare e che voglio trasmettere è effettivamente quello che state cercando in questo sport.

Se volete insegnare pole dance, lo so che in qualche modo bisogna anche mangiare, ma mette in business di fronte al rapporto umano, alla condivisione di esperienze e conoscenze non è la strada giusta o almeno non lo è per me.

Oltre alle capacità e conoscenze, infatti, un istruttore deve essere cosciente del fatto che si sta lavorando con delle persone che vogliono essere capite, spronate, vogliono crescere in una disciplina che non conoscono (altrimenti si allenerebbero da sole).

C’è chi fa pole dance perché vuole divertirsi e passare un’ora gradevole migliorando le proprie tecniche, chi vuole sfidare se stesso e chi vuole gareggiare, ma nessuno viene perché è obbligato a farlo.  

Mi dispiace, ma, per me, se fai questo lavoro senza mettere la passione e la voglia di condividere quello che sai davanti a tutto il resto, hai sbagliato strada.

Poi è ovvio che per te è o sarà un lavoro e come tale dovrai essere retribuito per quello che fai, ma vendere qualcosa di “scadente” o “buttato li” tanto per fare l’ora di lezione e guadagnare 20/30 euro non ti porterà da nessuna parte. O magari si, chi lo sa.

Quindi concludendo insegnare pole dance è davvero bello come dicono e non cambierei lavoro per niente al mondo, ma se volete iniziare perché fa figo dire “insegno pole dance”, lasciate stare. Perché per me essere un bravo/a insegnante significa mettere gli allievi al primo posto e non voi stessi. Significa, impegno, costanza, sacrificio e fatica. Significa che ti porti a casa un pezzo di tutti i tuoi allievi. Significa studio e allenamento. Significa mettersi da parte in quell’ora per far crescere in questo sport chi hai di fronte. Significa accettare di non riuscire a seguire qualcuno perché il tuo livello non te lo permette. Significa consapevolezza e dedizione.