Cosa devo sentire quando faccio stretching?

Cosa devo sentire quando faccio stretching? E’ una domanda interessante e soprattutto è una delle prime domande che dovremmo farci quando iniziamo a lavorare sulla flessibilità.  

Soprattutto all’inizio e soprattutto se ci alleniamo da soli senza la guida di un insegnante, non abbiamo idea di quali siano o quali debbano essere le sensazioni “giuste” che dovrebbe provare il nostro corpo durante le nostre sessioni di stretching.  

Sembra un dettaglio poco interessante per alcuni o comunque trascurabile, in realtà è la prima cosa che si dovrebbe sapere per allenarsi in sicurezza, consapevoli che alcune sensazioni che andremo a provare sono del tutto “sane” e altre non lo sono per niente.  

La consapevolezza di quello che stiamo facendo, non dico che annulli completamente la possibilità di infortunarci, ma sicuramente ne diminuisce la probabilità. 

Quindi cosa devo sentire durante lo stretching? 

Ogni volta che chiediamo ai nostri muscoli di allungarsi più del normale il nostro corpo mette in atto una reazione difensiva con lo scopo di fermaci e proteggerci dal farci male.  

La miglior reazione difensiva che il nostro corpo possa mettere in atto “contro” di noi è il dolore, ma durante l’allenamento dobbiamo cercare di distinguere due tipi differenti di “dolore”:  

Il “dolore-fastidio” che è una componente fondamentale che ci accompagna nel lavoro sulla flessibilità, sicuramente è una sensazione poco piacevole, ma sana.  

Il “male-dolore”, al contrario, non solo è poco piacevole, ma è una sensazione “sbagliata” che non deve in alcun modo essere presente durante l’allenamento. 

Ma come faccio a riconoscerli? 

Il primo fondamentale punto di partenza è ascoltarsi, darci la possibilità di allenarci con la massima concentrazione possibile eliminando tutte le possibilità distrazioni.  

Ricordatevi che il nostro corpo sa esattamente cosa non va assolutamente bene per noi, ed è la guida perfetta per aiutarci a capire fin dove possiamo spingerci. Ascoltarsi e imparare a conoscersi sono le chiavi per migliorare, oltre, ovviamente, a una buona conoscenza degli esercizi (ma questo è un altro discorso ancora).  

Capisco che non sia sempre facile capire cosa il nostro corpo ci voglia dire, molte volte non lo è per le persone che allenano la flessibilità da diversi anni (presente!), quindi è ancora più complesso se si è iniziato a lavorare sulla flessibilità da poco. Ma proviamo insieme a capire quali sono le sensazioni sbagliate che devono da subito metterci in allarme: 

  • dolore che punge, pizzica o si irradia:  

pensate a una sorta di rete elettrica, un dolore che parte da un punto e si espande tutto intorno come un’esplosione, alcune volte può essere anche un formicolio o manifestarsi come quelli che io chiamo i “frizzini”, dei puntini che partono da un punto e pungono tutto intorno (succede molto spesso quando si lavora sulla schiena, spalle e collo). In genere questo tipo di dolore parte dalla compressione o dall’allungamento, non gradito, di un nervo ed è un segnale che non potete e non dovete trascurare. Il vostro corpo vi sta urlando a gran voce che qualcosa non sta andando come dovrebbe.  

In questo caso dovete uscire immediatamente dalla posizione, darvi il tempo di riprendervi e solo allora potrete rincominciare ad allenarvi, solo ed esclusivamente quando il dolore è passato completamente. In caso contrario non vi consiglio di proseguire la sessione.  

Se nei giorni seguenti all’allenamento la strana sensazione/dolore non è ancora passata, potreste esservi in qualche modo infortunati e prima di riprendere ad allenarvi sarebbe meglio consultare uno specialista per capire cosa stia succedendo.  

  • dolore che proviene dalle articolazioni:  

quando la sensazione di dolore che sentiamo arriva da dentro un’articolazione (come spalla, ginocchio, osso sacro etc…) qualcosa non sta andando come dovrebbe. Anche in questo caso  sarebbe bene uscire dall’allungamento per modificare o aggiustare l’esercizio. Ricordate che lo  scopo durante lo stretching è quello di allungare il muscolo e non il tessuto connettivo dentro le articolazioni.  

Insomma è estremamente importante riconoscere il dolore per proteggerci da possibili infortuni, più o meno gravi, aiutarci a migliorare in maniera sana e graduale e gestire serenamente i nostri allenamenti. Dobbiamo dare al nostro corpo la possibilità di fidarsi di quello che stiamo facendo e permettergli di farci crescere giorno dopo giorno.