Come eseguire una perfetta ballerina al palo! 

Il termine ballerina nella pole dance identifica diversi trick e variazioni, per essere chiari in questo caso sto parlando del CAPEZIO.

Oltre che essere una delle mie figure preferite è anche una figura che tantissime pole dancer sognano di aggiungere fin da subito alla loro lista dei “DONE” tricks.  

Non tutti lo sanno, ma questo trick richiede per prima cosa una buona rotazione toracica, per essere in grado di ruotare la colonna vertebrale abbastanza da permetterci di afferrare il palo sotto l’ascella trovandoci così con tutto il braccio dietro al palo.  

Questo tipo di rotazione viene dalla schiena e non ha nulla a che vedere con le nostre gambe, specifico per tutti i miei allievi ai quali ogni volta che propongo una ballerina rispondono con “ma io non ho la spaccata”. 

Quindi il primo fondamentale step per migliorare o approcciarsi a questa figura è lavorare sulla rotazione toracica. Questo tipo di lavoro può essere fatto sia in maniera passiva che in maniera attiva, la cosa migliorare sarebbe lavorare in entrambi i modi.  

Oltre alla rotazione del busto per eseguire una perfetta ballerina servono una buona estensione dell’anca posteriore, per fare in modo che la gamba dietro salga verso l’alto, e una buona dose di forza, mobilità ed estensione della spalla al palo.  

Detta così effettivamente è un po’ complicata, proviamo a capire nella pratica e in maniera un po’ più semplice cosa dovrebbe succedere. 

Una volta che il nostro torso e il braccio al palo si trovano in posizione proviamo a rilassare la spina dorsale e afferrare con la mano la caviglia o ancora meglio lo stinco della gamba posteriore. 

Se afferriamo la gamba posteriore in un punto alto rispetto al pavimento, all’altezza del piede per esempio, il nostro braccio si troverà in una posizione in cui i muscoli sono già quasi completamente estesi alla massima lunghezza, questo renderà davvero difficile stendere la gamba verso il soffitto per aprire la nostra ballerina.  

Afferrando la gamba più in basso il braccio avrà un maggiore spazio e potrà sfruttare tutta la sua lunghezza per estendere la gamba al suo massimo.  

Una volta in posizione provate stringere attivamente i glutei e rilassare i flessori dell’anca, questo ne aiuterà l’estensione verso l’alto.  

Una cosa molto importante da tenere a mente per tutte le figure, al palo e non, che richiedono un’estensione (che sia in frontale, posteriore o laterale) della gamba è che non sufficiente “tirarla” con il braccio che la mantiene (o le braccia), ma è necessario che la gamba stessa sia attiva e che veicoli il movimento.  

Le braccia infatti sono composte da muscoli molto più piccoli rispetto alle gambe e quindi sono inevitabilmente meno forti. In questo caso specifico dobbiamo usare il quadricipite posteriore attivandolo per aiutarci ad stendere la gamba verso l’alto.  

Concentriamoci adesso sulla gamba che si trova davanti al palo e su che cosa cambia se la stendo la gamba o se la tengo piegata al palo.

A livello estetico ovviamente cambiamo la forma della figura, più bella o meno bella sono gusti, ma a livello pratico ci sono effettivamente delle differenze.  

Se teniamo la gamba davanti piegata al palo aumenteremo notevolmente il raggio di rotazione dell’anca rispetto a quando la teniamo stesa, invece la spalla al palo sarà meno estesa dietro di noi e di conseguenza avremo bisogno di una minore rotazione toracica per mantenere la posizione.  

Di conseguenza la posizione risulterà più semplice da eseguire e più bella esteticamente se la nostra rotazione toracica è limitata.