STRADDLE V: PERCHE’ E’ COSI’ DIFFICILE DA RAGGIUNGERE?

La straddle V, o chopper come lo chiama qualcuno, è una delle prime cose che chi inizia un corso di pole dance vuole fare prima possibile per tanti motivi: è una delle poche figure a testa in giù che ci sembra semplicissima, è possibile replicarla ovunque, anche su cose che non sono veri e propri pali, questo la rende assolutamente instagrammabile e questo ci fa sentire pole dancer a tutti gli effetti.  

Sui direct la cosa che mi viene chiesta più spesso è quando ci ho messo a raggiungerlo, seguito da messaggi di sconforto e desolazione perchè proprio non vi viene e non sapete come fare. 

La verità è che lo straddle V non è per niente semplice e tantissime di voi lo provano e lo riprovano finché un giorno magicamente qualcosa si sblocca (proprio come ho fatto io agli inizi), senza sapere però che sarebbe più facile raggiungerlo capendone la tecnica e scoprendo dove al nostro corpo manca della forza necessaria per farlo.  

La primissima cosa, non accettata da tutti (insegnanti compresi), da prendere in considerazione quando si vuole raggiungere una nuova figura, è che serve una progressione, ed è necessario sviluppare la giusta forza e flessibilità. Non ci si può lanciare a caso sperando di ottenere un risultato, rischiando oltretutto di farsi male.  

Ricordate: se una figura non è ancora alla vostra portata, non significa che non diventerà mai vostra, ma se quello che state facendo non sta portando risultati o ne sta portando ben pochi allora è necessario lavorare in maniera diversa. 

Ricordate anche che riuscire a fare una figura non è sempre correlato al fatto che la figura sia eseguita bene, probabilmente vi viene, ma in maniera scorretta e questo potrebbe portarvi ad infortuni nel breve/lungo termine o a faticare nello sbloccare figure collegate ad essa(ad esempio: quanti di voi si agganciano sulla mano per entrare in outside leg hang/gemini dallo straddle V?) 

Ma torniamo a noi e proviamo a capire come si “costruisce” lo straddle V.  

Partiamo dal principio: la posizione delle spalle sta alla base di questa figura e cerchiamo di capire come attivarla in maniera funzionale al nostro trick.  

Quindi partiamo di fianco al palo, braccia in strong hold (braccio interno abbraccia il palo con l’ascella, il gomito si trova in linea con la spalla, la mano è all’altezza del viso, mentre il braccio estero grippa il palo poco sopra), e fianco interno davanti al palo. Bene, ora non dobbiamo fare altro che attivare la parte bassa del trapezio, spingendola verso il basso allontanando così le spalle dalle orecchie.  

Dopo esserci assicurati che le spalle si trovino nella posizione corretta possiamo pensare alle gambe, che si muoveranno verso il nostro petto mantenendo le ginocchia piegate e leggermente ruotate verso l’esterno(come fossimo una ranocchia). 

A questo punto inizia la nostra inclinazione all’indietro, le braccia restano ai lati del corpo e i gomiti si estendono lentamente per far salire il bacino verso il palo spostando il centro di gravità all’interno. I tricipiti e i dorsali lavorano per mantenere la posizione delle braccia invece i bicipi ci aiuteranno a spostare la parte alta del corpo verso il basso.  

E’ fondamentale che durante tutto questo faticoso processo le spalle mantengano la posizione di partenza, quindi che i trapezi rimangano attivi per mantenere le spalle basse lontano dalle orecchie.  

Quando ci troveremo completamente indietro e il bacino si troverà più in altro rispetto alla nostra testa allora è il momento di attivare i quadricipiti e stendere le gambe nel nostro bellissimo straddle V.  

Ricordate di stendere le gambe ruotando esternamente l’anca e puntando i piedi verso il pavimento, non verso l’alto o in avanti paralleli al pavimento.  

Attenzione uno dei più comuni errori nell’ingresso in straddle V è provare a stendere le gambe prima del dovuto (come molti fanno presi dalla grande enfasi). Stendere le gambe prima non farà altro che farvi ripiombare indietro, come una catapulta, invece di raggiungere la posizione. Per cui le gambe andranno stese solo quando il vostro bacino sarà più possibile vicino al palo e la linea delle anche si troverà più in alto rispetto alla linea delle vostre spalle.  

Per mantenere la posizione e non dondolare avanti e indietro come un pendolo, rischiando di ritornare indietro o lasciarci scivolare perché la figura pesa troppo, dobbiamo ritrarre le spalle ed aprire il petto. In questo modo gli enormi muscoli della schiena ci aiuteranno a tenere la posizione, mentre se non lo faremo tutto il peso del nostro straddle andrà sui piccoli muscoli dei nostri polsi che non ci permetteranno di mantenere fermamente la posizione. Ricordate che anche il collo deve restare in linea con la colonna vertebrale.  

Anche l’estetica del vostro straddle sarà migliore, la schiena risulterà perfettamente dritta invece che ricurva.  

Cosa succede però se la posizione delle spalle e delle braccia è perfetta, ma ancora non riesco a raggiungere lo straddle V?  

Succede che il problema non sono le spalle. Il segreto per ottenere un perfetto straddle V, come per qualsiasi altro trick, è un corretto impegno di tutti i muscoli impiegati nella figura.  

Il problema potrebbe, quindi, essere una poco corretta stabilizzazione della parte centrale del corpo. 

Se non stabilizziamo adeguatamente il tronco all’inizio e/o durante lo svolgimento del trick, il nostro trick sarà impossibile da raggiungere.  

Se lasciamo al caso la parte centrale del nostro corpo (come spesso succede per i principianti) e ci concentriamo solo sulla corretta posizione delle spalle e delle gambe i muscoli mobilizzatori del tronco, in questo caso latissumus dorsi e ileopsoas, prenderanno il sopravvento sui nostri muscoli stabilizzatori provando a fare il lavoro per noi.  

I mobilizzatori contraendosi si accorceranno portando la colonna vertebrale in estensione, il che è esattamente l’opposto di quello che vogliamo ottenere per raggiungere lo straddle V.  

Quindi invece di usare i dorsali per eseguire il movimento, che estenderebbero la colonna vertebrale inclinando anteriormente il bacino, dovremmo iniziare il movimento stabilizzando i muscoli addominali. Un buon modo per lavorare sull’attivazione addominale è lavorare sul controllo dell’inclinazione pelvica.  

Proviamo a sentire fuori dal palo la stessa sensazione che dovremmo avere nel momento in cui stabilizziamo gli addominali per capirci qualcosa. Seduti su una sedia, cerchiamo di ruotare leggermente il bacino all’indietro finché il coccige non tocca la sedia, sentirete gli addominali completamente attivi. Questo è esattamente il modo in cui il nostro bacino dovrebbe lavorare nel momento in cui cerchiamo di sollevare le ginocchia piegata a ranocchia prima di eseguire lo straddle.   

Ricordatevi che si inizia a lavorare allo straddle V con le gambe piegate piuttosto che tese, perchè piegare le gambe aiuta a cavare il peso dalla parte bassa della schiena, rendendolo quindi più semplice. Evitate, per evitare infortuni, di partire a gambe tese o dall’alto se ancora non siete riusciti a svolgere uno straddle V con le gambe piegate verso il petto da terra.