BACKBENDS; COME ALLENARE LA SCHIENA IN SICUREZZA

Lavorare sui backbends (letteralemente piegarsi all’indietro) è un lavoro molto complesso che richiede conoscenza del proprio corpo e delle giuste tecniche, poichè stiamo lavorando su una zona estremamente delicata e i rischi di contrarre infortuni, anche gravi, sono molto alti.

Non dimentichiamoci che quando iniziamo a lavorare un particolare tipo di movimento dobbiamo sempre pensare ogni allenamento come un processo di crescita, deve trattarsi di un lavoro progressivo che ci guidi lentamente dalle basi verso il raggiungimento dei nostri obbiettivi. Per costruire una casa non partireste dal tetto no?

Oltre a questo dobbiamo sempre tenere in considerazione che qualsiasi esercizio di flessibilità deve essere bilanciato dalla stessa quantità di forza. Forza e flessibilità lavorano in un connubio perfetto, creando l’equilibrio necessario per raggiungere i nostri risultati in termini di backbends.

Quanti di noi sognano di piegarsi a metà a come delle sedie da campeggio e ad ogni allenamento spingono fino all’inverosimile senza effettivamente raggiungere i risultati sperati, portandosi dietro solo un gran dolore lombare per giorni?

Vediamo sei cose che dovete sempre tenere in considerazione quanto allenate i backbends:

  • State piegando la schiena è vero, ma state allungando i muscoli addominali. Quando si lavora sui backbends si dice “oggi facciamo schiena” perchè effettivamente stiamo piegando la schiena, ma in verità stiamo allungando la parte frontale (rectus abdominis, latissimus dorsi, pectoralis major).
  • Non sottovalutate la stanchezza. Il raggiungimento del punto di stanchezza è molto personale, determinato dal vostro grado di allenamento e da tanti diversi fattori variabili che dipendono dalle vostre giornate. Quando ad un certo punto sarete troppo stanchi per lavorare in sicurezza, fermatevi. Quando l’energia viene meno il vostro corpo non è più in grado di controllare ed utilizzare i muscoli stabilizzatori per proteggere l’integrità della colonna vertebrale. Allenamento dopo allenamento se lavorate con costanza il punto di massima stanchezza interverrà sempre più tardi permettendovi di prolungare la vostra sessione di backbends.
  • Il corpo tende ad irrigidirsi quando lo “mettete” in posizioni nuove, mai provate o poco conosciute. E’ un meccanismo di protezione naturale che attiva i vostri muscoli mettendoli in allarme “fermati perchè non so se questa cosa qua sia sicura”. In questi momenti la cosa migliore da fare è fermarsi nella posizione senza volerla sviluppare a tutti i costi. Respirate nella posizione, lasciate che il vostro corpo la accolga e la riconosca come sicura.
  • Curva più profonda non sempre significa posizione corretta e sicura. Quando si tratta di piegare le schiene non c’è niente da fare, pensiamo di essere più bravi e di esserci allenati meglio se la schiena fa una curva più grande. Però non è così. Quando ci alleniamo dobbiamo valutare sempre l’utilizzo della tecnica corretta e della giusta impostazione per poter progredire e mantenere in sicurezza la spina dorsale. Non sacrificate la salute della vostra spina dorsale per nutrire il vostro ego.
  • Piccoli movimenti eseguiti lentamente, soprattutto per quanto riguarda la zona cervicale e la parte toracica. Non abbiate fretta, svolgete gli esercizi lentamente e esplorate le sensazioni che provate. Lavorare lentamente aiuterà il cervello ad accogliere ed ampliare i movimenti. Non lanciate la testa indietro perchè limiterà notevolmente l’estensione cervicale, ma spingete gentilmente la parte posteriore del cranio indietro.
  • Mal di testa o lucine davanti agli occhi. Se avvertite una sensazione di nausea, mal di testa o vedete i così detti “lustrini” davanti a voi il vostro corpo vi sta URLANDO che qualcosa non sta andando nel modo giusto. FERMATEVI SUBITO! Non è necessariamente detto che dobbiate interrompere il vostro allenamento, ma sedetevi e aspettate che la sensazione svanisca prima di ripartire ad allenarvi. Se la sensazione non svanisce è temo di arrotolare il tappetino. Se perdura nelle ore successive consultate un medico.